La storia

Il Mongitore in un rogito del 1267, in cui si legge “Praesbiter S. Ippoliti grana decem”, trova la prima notizia della Chiesa. Altra notizia, in un documento di concessione terriera, in cui si legge: “Ego Praesbiter Ioannes De Regali, rector ecclesiae S. Ippoliti De Seralcadio Panormi testis sum”, la trova lo storico siciliano Rocco Pirri.

L’antica chiesa medievale è stata ampliata nel 1583 da un ampio cappellone.

L’attuale facciata è stata realizzata nel 1728 su progetto di Andrea De Palma.

L’esterno

 

Il prospetto esterno è scandito da elementi architettonici in pietra di intaglio che incorniciano gli spazi in cui si aprono le porte di accesso alla chiesa e gli ampi finestroni. Lo arricchiscono la statua marmorea di Maria SS. Assunta posta sopra l’ingresso principale, tra due puttini realizzati a stucco e due medaglioni, anch’essi a stucco, in cui sono raffigurati S. Pietro e S. Ippolito.

L'interno

L’interno è a tre navate con la navata centrale che si apre in quelle laterali in ampie arcate sostenute da colonne marmoree.

La prima cappella che  si apre nella navata laterale di destra è dedicata alla Madonna del Rosario, raffigurata da Filippo Randazzo insieme a S. Rosalia e Ss. Domenicani  nella pala posta sopra l'altare  .

Sull’altare della  cappella che segue sono poste le due statue della fine del 500’ dei Ss. Cosma e Damiano, che provengono dalla omonima chiesa della Contrada della Guilla al Capo.

L’ultima cappella della navata ospita un artistico presepe permanente.

Il grande Cappellone centrale, che corrisponde al presbiterio è preceduto da un Crocifisso dipinto del XVI secolo, sospeso alla volta,  di pregevole fattura .

La grande pala d’altare, in fondo al presbiterio, in cui è raffigurato il Martirio di S. Ippolito, è stata realizzata, intorno al 1728, da Filippo Randazzo.

 

 

Nella navata laterale sinistra, in prossimità del presbiterio si apre l’ampia sacrestia, arredata con mobili intagliati di grande pregio. Alle pareti dipinti di "scuola", tra i quali il Cristo Portacroce  del XVI sec.

Segue, risalendo verso l’ingresso, la cappella che custodisce il fercolo della Immacolata concezione; quindi l’altare con la Madonna in Gloria tra i Santi.

 

Sulla parete in prossimità dell'ingresso un affresco del XIII sec., bizantineggiante, unica testimonianza della chiesa del trecento.